Gressoney - Storia e Tradizione

La Popolazione Walser
 

I Walser furono le prime popolazioni venute ad abitare nella parte alta della Valle del Lys, portando con sé i loro costumi, le loro usanze, la loro lingua. I loro predecessori erano gli antichi alemanni, tribù germaniche che nei secoli XI, XII, XIII, cominciarono ad abbandonare gli insediamenti del Vallese, (da cui il nome “walser”) per venire a stabilirsi sul versante italiano  del Monte Rosa, in piccoli centri sparsi. Nacquero così nella Valle del Lys i villaggi di Gressoney, Niel (frazione di  Gaby) e Issime. Molti abitanti di questa vallata, denominata Krämertal" (valle dei mercanti) a causa dei numerosi scambi commerciali intrapresi dai Gressonari, fecero poi ritorno verso alcune città di lingua tedesca (Germania meridionale e Svizzera), ove esercitarono l'attività di mercanti di stoffe. Questi mercanti continuarono a mantenere dei contatti con il loro paese di origine, al punto che ancora oggi il dialetto tedesco é ben conservato, così come alcune usanze e tradizioni.

Lo Stemma della Comunità Walser 
 

Nel 1970 è stato creato lo stemma della Comunità: in esso si è cercato di racchiudere simbolicamente tutta la storia del popolo Walser. Al centro compare un cuore con dieci stelle, ognuna delle quali rappresenta un paese di questa minoranza etnico-linguistica presente in Italia. Il cuore, che esprime il forte legame con la terra di origine, è sovrastato da una “croce ad angolo”, che era un carattere dell’alfabeto runico usato in seguito dai romani per simboleggiare il dio Mercurio, protettore dei mercanti. Il bianco e il rosso sono i colori della bandiera del Canton Vallese, mentre i due cerchi concentrici rosso e nero che racchiudono lo stemma, riprendono i colori della Bandiera della Regione autonoma Valle d’Aosta.
 

La Lingua, “Il Titsch”
 

La lingua, da sempre massima espressione della cultura di un popolo e dei suoi valori, rappresenta per i Walser un bene ereditario antichissimo, che risale al tempo in cui  i coloni vivevano ancora nella Valle del Rodano, prima della migrazione verso Sud. Nel corso dei secoli, parecchi eventi hanno testimoniato l’attaccamento dei Walser alla loro lingua: un episodio significativo accadde nel 1557, quando gli abitanti di Gressoney protestarono con il Vescovo di Aosta perché il parroco non era in grado di capire la loro lingua  ed essi erano costretti a servirsi di interpreti durante la confessione. Questa situazione venne risolta nel 1660 quando fu istituita la Parrocchia di San Giovanni Battista a Saint-Jean; da allora tutti i parroci di Gressoney furono nativi del paese ed usarono la lingua tedesca nella celebrazione della messa, nella confessione e nell’insegnamento del Catechismo. Il titsch, anticamente unica lingua usata dalle famiglie locali, oggi è sostituito sempre più spesso dall’italiano, ma per conservare la parlata  della nostra comunità, il Centro Culturale Walser organizza  ogni anno dei corsi per imparare il dialetto e la lingua tedesca. Alcuni anni fa lo stesso Centro ha ideato un vocabolario titsch-italiano, prezioso documento della lingua dei nostri padri.

 

Le tipiche costruzioni
 

Gli antichi edifici in cui risiedeva la popolazione walser sono denominati “Stadel”. Si tratta di tipiche costruzioni in legno di larice, che poggiano su corte colonne a forma di fungo, con il gambo in legno ed il cappello costituito da un grande disco in pietra. I caratteristici “funghi” avevano la funzione di preservare dai roditori e dall’umidità il foraggio e le provviste che venivano conservati nella parte lignea superiore degli stadel.Quello più antico di Gressoney-Saint-Jean, recante la data del 1547, si trova in località Greschmatto e fu un tempo tribunale e prigione.
 

 

Il Costume
 

Il costume femminile era l’abito indossato quotidianamente, per svolgere qualsiasi lavoro. Naturalmente non era così ricco, ornato e  raffinato come il costume dei nostri giorni, bensì più corto e disadorno. Con l’evolversi dei tempi, anche a Gressoney fu adottato il vestiario comune a tutti, così che il costume, con la sua preziosa cuffia intessuta in filigrana d’oro e pietre incastonate, è diventato l’abito “più bello”! Quello di panno rosso scarlatto con gli ornamenti in oro viene indossato in tutte le ricorrenze particolari e  le feste solenni. Esiste poi il costume “da lutto”, di colore violetto con gli ornamenti in argento.
 

 


Nel 1982 sono stati fondati il Centro Culturale Walser, a salvaguardia dei vari aspetti della cultura locale, e la Biblioteca Walser, specializzata nella storia, nelle tradizioni e nella lingua della minoranza etnica presente nell’Alta Valle del Lys.

Sede: Villa Deslex – Gressoney-Saint-Jean – Tel. 0125 356248 – E-mail: walserkultur@libero.it

A Cura di: Azienda di Informazione e Accoglienza Turistica Monte Rosa Walser

Sede Villa Deslex – 11025 Gressoney Saint Jean – Tel. 0125 355185

 

Testi ed immagini per gentile concessione di A.I.A.T. Monte Rosa Walser