L'oro del Rosa

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Le miniere aurifere tra Ossola e Valsesia nel Settecento Uomini, vicende e strumenti in Valle Anzasca La storia delle popolazioni dell'Ossola e della Valle Anzasca tra tardo Seicento e primo Ottocento riemerge da queste pagine. Spesso in lotta tra loro per sopravvivere in un ambiente naturale poco favorevole, quelle comunità si mostrarono unite nel respingere le pretese feudali dei Borromeo o le intrusioni prima dello Stato di Milano e poi dei Savoia, sempre rivendicando le antiche forme di autogoverno e i privilegi acquisiti nel tempo. Una vita di montagna fatta di precarietà ma caratterizzata da vitalità e intraprendenza, non solo grazie all'emigrazione verso le pianure o i paesi d'oltralpe ma pure per una sorprendente mobilità trasversale alle stesse vallate: ecco giungere mastri da muro e artisti del legno /stesse vallate: valsesiani, ramai canavesani, merciai savoiardi e soprattutto maestranze minerarie da varie aree tra Piemonte e Val d'Aosta, e dal Tirolo. Furono infatti le miniere sui filoni auriferi del Rosa a dar vita al capitolo più significativo della storia della Valle Anzasca nel XVIII secolo: un /più significativo della storia della Valle Anzasca nel XVIII secolo: "boom" di attività, con picco tra il 1760 e il 1785, durante il quale Macugnaga divenne un polo minerario di primaria importanza nelle Alpi. Vengono qui ricostruite le tappe della storia estrattiva con i suoi protagonisti: Bartolomeo Testone di Bannio, con gli alagnesi Pietro /protagonisti: Giordano, Antonio Ferro e e fratelli Giovanni e Cristoforo de Paulis, che monopolizzarono l'attività mineraria accaparrandosi le investiture periodicamente concesse da Federico VI Borromeo. Essi si spingeranno fino alle miniere d'oro di Crodo, in Valle Antigorio. Traccia profonda hanno lasciato questi impresari della storia locale e ancora oggi, in varie chiese di Macugnaga, si apprezzano opere realizzate grazie a loro donazioni, segno tangiile delle fortune ottenute. Attorno a essi, invece, una moltitudine di piccoli "minerali", ricercatori che da soli o in associazione gestivano appalti e subappalti, con frequenti liti e fallimenti.

Editore: Zeisciu Associazione Culturale Centro Studi

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