Cima di Jazzi

Nome: Cima di Jazzi

Altitudine: 3.808m slm

Coordinate geografiche: Lat. N 45° 58' 52'', Long. E 7° 53' 41''

La Cima Jazzi non è molto conosciuta e quindi non è molto frequentata. Questo forse è dovuto al fatto che, non essendo un "4.000", non a tutti gli alpinisti interessa. Eppure dalla sua vetta il panorama del Monte Rosa è eccezionale ed inconsueto. La parete est vista di profilo, essendo leggermente ricurva, mostra la sua effettiva altezza ed ampiezza, cosa non così evidente se osservata dal suo fronte. Lo spettacolo continua con Strahlhorn, Cervino, Breithorn, Polluce, Castore, Lyskamm, Monte Bianco... La Cima Jazzi è stata conquistata nell'agosto del 1851 da G. M. Sykes e da M. Zumtaugwald dal versante ovest. Nel 1959, il 28 e 29 giugno, salirono direttamente dal versante est, P. Jacchini, M. Bisaccia, N. Bertolini.

 

 

Accessi

Da Macugnaga, frazione Pecetto, lasciamo il grande parcheggio della seggiovia (2 bar-ristoranti) e ci incamminiamo seguendo la larga mulattiera che segue la traiettoria della seggiovia stessa. In corrispondenza di un bivio, a sinistra si prosegue attraversando il torrente verso l'Alpe Burky (stazione intermedia dei due tratti di seggiovia che raggiungono il Belvedere a poco meno di 2.000 metri), diritti invece costeggiamo il corso d'acqua sulla riva destra e seguiamo la direzione della segnaletica gialla che indica il Rifugio Sella Eugenio. Poco dopo, lasciato il torrente, la mulattiera diventa sentiero inizialmente un po' ripido ma comunque ben segnato. Passato un ponticello in una goletta raggiungiamo altri cartelli gialli che ci indicano la direzione. Continuiamo la salita e troviamo l'ultima indicazione su cartello giallo. Il sentiero rimane comunque evidente e ben segnato. Proseguiamo fino a che il nostro percorso incontra un nevaio (più o meno abbondante a seconda della stagione). Lo attraversiamo in diagonale verso destra e riprendiamo, dall'altra parte, su lastroni di roccia. Salendo ancora, poco dopo vedremo il Rifugio Sella Eugenio, un breve tratto di salita e a destra siamo arrivati, qui pernottiamo.

 

Possiamo raggiungere il Rifugio Sella Eugenio anche dal Belvedere. A piedi lo raggiungiamo da Pecetto andando all'Alpe Burky (2 bar-ristoranti), proseguiamo poi con il sentiero che passa in una zona cespugliosa e boscosa. Terminata questa zona procediamo in una macchia erbosa fino al Rifugio C.A.I. Saronno, situato in una verde conca. Alla destra del rifugio riprendiamo il sentiero che continua nel bosco. Dopo una breve radura, siamo al Belvedere (1 bar-ristorante). Per abbreviare notevolmente prendiamo i 2 tratti di seggiovia: Pecetto-Alpe Burky e Alpe Burky-Belvedere. Come indicato su un grosso sasso in fondo allo spiazzo dell'arrivo al Belvedere, prendiamo a destra una breve salita che ci porta alla morena del Ghiacciaio. La attraversiamo seguendo attentamente i segnavia e ci troviamo in prossimità dell'Alpe Fillar. Qui troviamo la segnaletica gialla che ci indica la direzione. Questo percorso si congiunge più a monte (in corrispondenza di cartelli gialli) a quello sopra descritto.

Partiamo al mattino molto presto dal Rifugio Sella Eugenio seguendo l'indicazione rossa sulle rocce al suo lato destro. La pendenza è subito notevole, risaliamo in pratica lo sperone di roccia del rifugio. Proseguiamo su terreno di rocce e detriti con diversi nevai, più o meno estesi a seconda del periodo. La traiettoria del percorso prosegue leggermente a sinistra fino a che giungiamo ad un breve passaggio di roccia. Lo superiamo grazie ai buoni appigli a disposizione e continuando arriviamo al Passo Jacchini (3.498). Da questa sella nevosa scendiamo brevemente ed evitando un punto abbastanza crepacciato risaliamo il ghiacciaio verso sinistra. Da qui la pendenza è media e proseguiamo fino alla croce metallica della Cima Jazzi.